Densificazione Urbana
Area ex Lavazza

.... in fase di aggiornamento.... IL PROBLEMA : "interventi diretti" e "densificazione"
- vedi anche il documento Interventi diretti, presentato a giugno 2005 al "Forum sul Piano Strutturale" -
(Da un'intervista richiesta da Metropoli al nostro Comitato nell'aprile del 2007).
Per interventi edilizi diretti si intendono quelli in cui si demolisce in tutto (ristrutturazioni urbanistiche, ad es. la Ex Lavazza della Margheri in via Pietro della Valle)o in parte (ristrutturazioni edilizie, tipo l'Ex Cinema Vittoria) l'esistente e si costruisce un nuovo edificio, di norma a fini residenziali e di norma MOLTO piu' grande del precedente (una tettoia diventa un palazzo di 5 piani fuori terra (6 col sottotetto), con i giochetti di moltiplicazione dei volumi consentiti dalla normativa edilizia fiorentina).
Cio' accade per semplice Concessione Edilizia, data dagli uffici tecnici del Comune. Non e` previsto alcuna valutazione dell'impatto dell'intervento sul contesto: non per il traffico, non per la sicurezza degli abitanti, non sul carico in termini di eccessiva urbanizzazione,di congestione, di inquinamento...
Risultato: gli interventi, complice l'enorme valore raggiunto dalla resa fondiaria, si stanno moltiplicando ovunque, con grave sovraccarico di contesti urbani (tipo il nostro) gia' ai limiti di vivibilita'.
Molti amministratori e politici hanno dichiarato che occorre arginare o disciplinare il fenomeno ma ...poi?
Vediamo i fatti: Nel P.Strutturale si persegue dichiaratamente la cosiddetta "densificazione urbana" e questo tipo di interventi e` auspicato e favorito.
La vecchia normativa ha abbondante evidenziato le sue pecche (parere pressoche' unanime) ma intanto, il nuovo regolamento edilizio, invece che correre ai ripari, ripropone IN PEGGIO le stesse norme!!! Addirittura, gli interventi tipo ristrutturazione edilizia (tipo ex-cinema Vittoria, per intendersi) potranno col nuovo RE avvenire SENZA concessione edilizia, con semplice comunicazione di inizio lavori (DIA) del costruttore...
Quanto alle norme tecniche, addirittura vengono peggiorate in senso piu' permissivo per i costruttori e di meno tutela per i residenti (es.:la gia' anomala normativa sulla distanza tra fabbricati che contraddistingue il RE fiorentino, consentendo di "infilare" un nuovo fabbricato tra altri esistenti viene peggiorata ulteriormente)!!!
Quello che i cittadini chiedono e` che di fronte alla pessima situazione di zone della citta' letteralmente soffocate dall'eccessiva urbanizzazione si sappia dire "stop" a queste operazioni, in cui il vantaggio economico di pochi prevale sul diritto alla salute e al benessere di molti. Possibili soluzioni (tecniche e politiche) esistono e alcune ne stiamo suggerendo noi stessi; occorre pero' la volonta' di cambiare concretamente, da parte di chi sta decidendo sul destino dell'edilizia e dell'urbanistica fiorentina.
Putroppo non si vedono indizi di questa inversione di tendenza da parte dei nostri amministratori, anzi...

Tra giugno e luglio del 2007 si sono svolti molti incontri in Commissione Consiliare III (Urbanistica) sul nuovo Regolamento Edilizio di Firenze nei quali il Comitato ha sostenuto diverse proposte di modifica al Regolamento Edilizio fiorentino ( eccone alcune ).

28 giugno 2006: Convegno-Dibattito sul tema
IL DE/REGOLAMENTO EDILIZIO DI FIRENZE: LE REGOLE PER ABUSARE?


Si è tenuto ieri sera al Circolo il Progresso il Convegno-Dibattito sulla normativa edilizia del comune di Firenze, organizzato dal Comitato Ex Panificio Militare e dai Comitati dei Cittadini.
Buona la partecipazione di pubblico, mentre le Istituzioni Locali, invitate con congruo anticipo a dare il proprio contributo al Convegno, hanno brillato... per la loro assenza, a parte alcune eccezioni (i capigruppo in Comume dei Verdi Varrasi, e dell'UDC Razzanelli, il presidente della Commissione Consiliare Urbanistica Barbaro, purtroppo giunto a tarda sera). Dispiace, in particolare, la defezione degli Assessorati competenti in urbanistica della Regione Toscana e della Provincia di Firenze, che pure avevano inizialmente assicurato una loro qualificata rappresentanza.
Nel corso dell'incontro, sono state, tra l'altro, presentate proposte tecniche di modifica al nuovo Regolamento Edilizio in fase di definizione, che -ha promesso Barbaro- saranno vagliate in Commissione. Sono stati anche mostrati in dettaglio alcuni interventi edilizi particolarmente emblematici per illustrate gli effetti deleteri di una normativa che appare spesso più attenta agli interessi economici dei costruttori che non alla tutela della qualità e vivibilità urbana e del benessere dei cittadini.
L'incontro si è chiuso con la promessa di ritrovarsi a settembre e con la speranza che il lavoro qualificato e attento prodotto e la richiesta di vera partecipazione espressa dai Comitati organizzatori non vengano disattesi.
leggi il documento consegnato ai nostri amministratori, contenente uno studio critico della bozza del nuovo Regolamento Edilizio e puntuali proposte tecniche di modifica.

vedi : esempi nella nostra zona(quasi 2 MB)
Progetto Ex Fiat di viale Belfiore
Via Arnoldi - Soffiano: una vittoria per i comitati Com'è cominciata - Com'è finita


precedenti sollecitazioni ai nostri amministratori

28 aprile 2006: Consiglio di Quartiere 5
Si è tenuto un affollato CONSIGLIO di QUARTIERE 5 APERTO AI CITTADINI, richiesto da molti abitanti della nostra zona, preoccupati per la mancanza di controllo e contenimento del continuo processo di trasformazione di capannoni in edifici residenziali a più piani, in un'area già critica per urbanizzazione, traffico, inquinamento, con seri rischi per la qualità della vita e il benessere psico-fisico degli abitanti.
I cittadini hanno cercato di sensibilizzare gli amministratori su questo problema, ormai ineludibile.
(Leggi il resoconto della serata)
(Leggi il testo della delibera approvata all'unanimità)


Da una comunicazione del 20/03/2006 alla Commissione Consiliare Urbanistica del Comune.

In occasione della discussione sul Regolamento Edilizio in corso in questi giorni, vorremmo sottolineare quanto sarebbe importante non mancare l'occasione per disciplinare gli interventi edilizi "diretti" (Ristrutturazioni Edilizie e sopratutto Ristrutturazioni Urbanistiche, tipicamente su edifici Classe 6) che si stanno da tempo moltiplicando in citta' e che indiscriminatamente e senza controllo, ne' alcuna valutazione delle criticita' del contesto urbano in cui si collocano, stanno trasformando sistematicamente magazzini, capannoni o semplici tettoie in palazzi residenziali di molti piani.
L'opportunita' di una revisione della normativa degli "interventi diretti" e` stata affermata pubblicamente da diversi esponenti politici di entrambi gli schieramenti, tra cui lo stesso Alberto Formigli, gia' presidente della Commissione Consiliare Terza, durante gli incontri del Forum sul Piano Strutturale.
Tutti noi auspichiamo che in questa fase, si voglia ragionevolmente riportare sotto controllo uno strumento edilizio che da motore di recupero urbano e riqualificazione e` ormai diventato strumento di cementificazione indiscriminata, anche in contesti urbani gia' sovrasaturi.

Comitato Ex Panificio Militare - Via Mariti


Dal documento consegnato a ottobre 2005 alla Commissione Consiliare VI (Ambiente, vivibilità urbana) del Comune.

- Ambiente e gestione del territorio: in generale occorre riportare la tutela dell'ambiente e la corretta gestione del territorio al centro delle scelte strategiche dell'Amministrazione (nel nuovo Piano Strutturale, come nelle iniziative "a latere", vedi progetto Castello-Ligresti) e su questo piano il ruolo della Commissione Sesta può essere importante.
A fronte di una dichiarata attenzione per la salvaguardia della salute pubblica e per una gestione del territorio che lo preservi per noi e per le future generazioni (principi citati come "ispiratori" nel Piano Strutturale, secondo quanto imposto anche dalla normativa regionale) ecco cosa si trova nel Piano Strutturale:
-la riconversione ad aree edificabili di aree verdi protette fino ad oggi e l'innalzamento della "linea delle colline" che di fatto toglie dalla dovuta tutela la fascia pedicollinare, finora soggetta a stretti vincoli di edificabilità;
-il tentativo di far passare nel computo degli standard urbanistici di legge (verde pubblico, spazi e attrezzature per lo sport, aggregazione, ricreazione, educazione, etc) gli spazi e le attrezzature PRIVATI;
-un'impostazione basata sul concetto della "densificazione urbana" per il "tessuto urbano consolidato", cioè la dichiarata volontà di saturare un territorio già saturo realizzando interventi di "nuova edificazione, sopraelevazione o ampliamento, per la realizzazione di nuove residenze" in tutti "i lotti rimasti inedificati e gli edifici sviluppati non oltre il primo piano fuori terra" (testualmente dal capitolo "Statuto dei Luoghi");
-lo sfruttamento delle "aree di trasformazione", destinate sistematicamente ad accrescere il carico urbanistico, invece che a tentare di alleviare le situazioni di sofferenza e disagio presenti nelle zone circostanti.

In definitiva, sembra impossibile che nella situazione di patologica carenza di verde, spazi, attrezzature pubbliche, il riequilibrio in tal senso non sia tra i principi guida della politica urbanistica dell'amministrazione fiorentina, e che non si riesca a far passare l'ovvio messaggio che per tutti gli interventi edilizi che comportino variazioni nell'assetto urbanistico, anche di limitate proporzioni, sia necessaria una attenta valutazione dell'impatto sull'ambiente e sul contesto urbano circostante, in termini di aumento di pressione antropica, di traffico, di inquinamento acustico ed atmosferico e di ogni altro aspetto collegato alle possibili criticità della zona, prima di decidere sull'opportunità o meno di procedere.

Un'ultima considerazione: la consapevolezza delle problematiche che sono alla base delle istanze da noi esposte è ormai patrimonio diffuso tra i cittadini, indipendentemente dal credo o colore politico, e la richiesta di risposte concrete e coerenti da parte dell'Amministrazione è ormai cresciuta al punto che non si può far finta che il dissenso alle scelte strategiche del Comune nasca da particolarismi locali o da strumentazioni politiche. A voi politici eletti, di maggioranza e di opposizione, la responsabilità di far si che la spontanea mobilitazione di tanti cittadini diventi un positivo elemento di crescita democratica e non si traduca in una frustrante esperienza destinata ad accrescere la sfiducia e la distanza tra la "gente comune'' e il "Palazzo".




Vedi anche i documenti presentati dal Comitato sul Piano Strutturale (tra febbraio e ottobre del 2005) sul problema della densificazione edilizia in generale e, per la nostra zona in particolare, l' estratto della lettera inviata il 19 settembre 2005 alla Commissione Consiliare III da residenti della zona Mariti-Ponte di Mezzo.